L’ARRI cforce MAX motore obiettivo è ufficialmente disponibile. Presentato al NAB 2026, questo motore brushless sostituisce il cforce plus nell’ecosistema ECS Hi-5 e porta con sé un salto prestazionale netto: velocità raddoppiata, corpo ridotto del 15% e, per la prima volta nella famiglia cforce, un touchscreen integrato direttamente sull’unità. Si tratta di un aggiornamento che rende il cforce plus sostanzialmente obsoleto — e ARRI lo sa.
ARRI cforce MAX motore obiettivo: prestazioni al limite dell’ecosistema Hi-5
Il dato tecnico centrale è la velocità massima: 400 denti al secondo con il gear da 50 denti (configurazione default). Il cforce plus si fermava a 210 t/s. Tuttavia, il picco di coppia rimane invariato a 1,0 Nm — il che significa che il MAX non sacrifica la potenza per guadagnare velocità. Questa combinazione lo rende adatto a ottiche cinematografiche di grandi dimensioni, zoom anamorfici, vintage glass con meccanismi rigidi e specialty optics di qualsiasi categoria.
La latenza del motore è descritta da ARRI come “market-leading”. Questa caratteristica ha implicazioni dirette per i sistemi di focus tracking, che non possono anticipare il movimento del soggetto e devono reagire in tempo reale. In quel contesto, la risposta quasi istantanea del cforce MAX diventa un requisito tecnico, non un optional.
Sul fronte dimensionale, il cforce MAX è il 15% più piccolo e leggero del cforce plus, pur risultando solo il 15% più grande del cforce mini. Pertanto, questo posizionamento lo rende versatile in configurazioni handheld, gimbal e in studio, eliminando i compromessi che il cforce plus imponeva nei rig più compatti. Il beta tester e focus puller Georg Lanz ha dichiarato di aver utilizzato il motore “nel posto più caldo della Terra, in giungle e in mare aperto”, confermando le aspettative di ARRI in termini di affidabilità estrema.






Il touchscreen integrato: una novità assoluta per i motori cforce
Il cambiamento più visibile rispetto all’intera famiglia cforce è l’interfaccia touchscreen integrata sul corpo del motore. Fino ad oggi, configurazione e monitoraggio richiedevano il ricorso all’handunit Hi-5 o al menu della telecamera. Ora, il 1AC può verificare stato di calibrazione, assegnazione degli assi e impostazioni di torque direttamente sull’unità, senza interrompere il flusso di lavoro sul set.
Il touchscreen è affiancato da un pulsante fisico soft-touch, già familiare agli utenti dei modelli precedenti. ARRI definisce il display “customizable with future expandability”: ciò indica chiaramente che la funzionalità sarà estesa tramite Software Update Package, in linea con la politica di aggiornamento firmware che ha caratterizzato tutta la gamma ECS negli ultimi anni.
Il motore supporta inoltre la calibrazione manuale, progettata per ottiche particolarmente sensibili — vintage glass con end-stop limitati, rehoused lenses, o le nuove ARRI Ensō primes — dove un’automatica calibration sweep potrebbe causare danni meccanici. È un dettaglio che fa la differenza per chi lavora abitualmente con vetro delicato o non standard.
Connettività, alimentazione e nuovo clamp MRC-1
Sul fronte della connettività, il cforce MAX mantiene la doppia porta LBUS per il daisy-chaining e la piena retrocompatibilità con l’infrastruttura LBUS esistente. ARRI indica come limite pratico la catena di tre motori in serie; tuttavia, per setup ad alto carico o per telecamere come l’ALEXA Mini LF — che non erogano potenza sufficiente dalla porta LBUS o LCS — è consigliata l’alimentazione supplementare via cavo LBUS-to-D-Tap.
Sul piano elettrico, il motore accetta un range ampio: 10,5–34 V DC con consumo massimo di 96 W. È compatibile con la quasi totalità dei bracket, rod e drive gear ARRI già in circolazione, semplificando notevolmente l’integrazione in rig esistenti. La calibrazione può essere avviata dall’handunit Hi-5, direttamente da telecamere compatibili come ALEXA 35 e ALEXA 35 Xtreme, tramite controller come l’RIA-1, oppure dal touchscreen del motore stesso.
Insieme al motore, ARRI introduce il Motor Rod Clamp MRC-1, disponibile nelle versioni da 15 mm (K2.0055222) e 19 mm (K2.0053386). Il clamp è toolless, si monta tramite interfaccia dovetail ed è compatibile anche con cforce mini e cforce mini RF — un upgrade concreto per chi già opera nell’ecosistema Hi-5.
Le specifiche ambientali completano il quadro: range operativo da −20 °C a +50 °C, umidità relativa fino al 95% entro +45 °C. Di conseguenza, il cforce MAX è certificato per set in condizioni estreme, sia in termini termici che di esposizione all’umidità.
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